Dormire di fronte alle montagne... senza lasciare traccia.
Il bivacco in montagna è un sogno. Ed è facile capire perché. Nel massiccio degli Écrins, l'esperienza ha quel sapore di cruda avventura che trasforma una semplice escursione in un ricordo inclassificabile.
Ma dietro le cartoline c'è una realtà: queste aree naturali sono fragili. Molto fragili.
Tra il 2021 e il 2025, l'attività di bivacco nel Parco nazionale degli Écrins è destinata a raddoppiare. Il risultato: più visitatori, ma anche più impatto sulla fauna, sulla flora e sui paesaggi.
Come fare allora per vivere questa magica esperienza nel rispetto della natura?
Il bivacco
significa partire con una tenda leggera e dormire una sola notte in mezzo alla natura (ma non solo)!
Qui troverete tutte le regole da rispettare per bivaccare nel rispetto dell’ambiente.
Bivacco o campeggio selvaggio: attenzione, non è la stessa cosa ⛺
È probabilmente LA confusione più comune.
Il bivacco
Il bivacco consiste nel dormire una sola notte in mezzo alla natura in una piccola tenda leggera, generalmente durante un'escursione.
Nel cuore del Parco Nazionale degli Écrins, è consentito a determinate condizioni.
Il campeggio selvaggio
Il campeggio libero consiste nel soggiornare per più notti nello stesso posto o con attrezzatura più pesante.
E in questo caso… le regole cambiano radicalmente. Il campeggio selvaggio è molto spesso vietato o rigorosamente regolamentato nelle aree naturali protette.
Pertanto, una tenda montata al tramonto e smontata all’alba non ha lo stesso impatto di un accampamento permanente in stile “mini villaggio d’alta quota”.
Dove è possibile accamparsi nel Parco Nazionale degli Écrins?
La normativa è in evoluzione (giugno 2026)
Il bivacco è vietato nel cuore del parco
In tutti gli altri casi, il bivacco è consentito esclusivamente:
- tra le 19:00 e le 9:00
- a più di un’ora di cammino da un accesso stradale o dal confine del parco
- in una tenda leggera in cui non è possibile stare in piedi
In alcune zone vigono regole specifiche. Informatevi prima di partire.
Le regole d’oro del bivacco responsabile 🏕️🌿
1. Arrivare tardi, ripartire presto
Il bivacco va vissuto con discrezione. Si monta la tenda la sera. La si smonta al mattino presto.
2. Zero rifiuti. Davvero zero.
Bucce, fazzoletti, imballaggi, avanzi di cibo… tutto va riportato a valle con voi. Anche se biodegradabili, alcuni rifiuti disturbano gli ecosistemi e attirano gli animali.
La regola è semplice: se entra nello zaino, deve uscirne.
3. Il fuoco? No.
Nel Parco Nazionale degli Écrins, i fuochi sono vietati. Anche un piccolo fuoco “per creare atmosfera”. Anche “solo qualche ramo”. Anche “perché faceva fresco”. In montagna, un incendio può avere conseguenze catastrofiche.
Per cucinare: utilizzate un fornello da campeggio.
4. Rispettare il silenzio della montagna
Un altoparlante Bluetooth in riva a un lago d’alta quota?
Diciamo che non è esattamente il canto tradizionale della marmotta. Un bivacco responsabile significa anche preservare la tranquillità dei luoghi e degli altri escursionisti.
5. Osservare gli animali… senza disturbarli
Qui siete a casa loro.
Non date mai da mangiare agli animali selvatici.
Mantenete le distanze.
E riponete con cura cibo e rifiuti per evitare di attirare la fauna selvatica vicino alle zone di bivacco.
6. Rimanete sui sentieri
Tagliare i tornanti o creare sentieri improvvisati indebolisce il terreno e accelera l’erosione. In montagna, a volte bastano pochi passaggi ripetuti per distruggere in modo permanente la vegetazione alpina.
Si può bivaccare con un cane?
Nel cuore del Parco Nazionale degli Écrins, i cani sono vietati, anche se tenuti al guinzaglio.
Perché?
Perché la loro presenza disturba la fauna selvatica ma anche le mandrie presenti negli alpeggi.
A seguito della nuova normativa, alcune disposizioni specifiche del decreto
il bivacco è vietato:
- Nei siti particolarmente fragili del cuore, segnalati come tali sul terreno (zone di tranquillità della fauna, zone umide sensibili, rive dei laghi, altro).
- Sulle strade, nei parcheggi e nelle aree di atterraggio elicotteri (drop-zone) situate nella zona centrale.
- D'ora in poi sarà possibile stabilire delle quote con decisione del direttore, al fine di preservare gli ambienti naturali e la tranquillità della fauna selvatica. Non saranno applicate quote fino all'estate del 2026.
- Sulle rive dei laghi di Lauvitel e della Muzelle, il bivacco è vietato a meno di 500 metri dalla riva del lago, ad eccezione delle aree dedicate al bivacco delimitate da segnaletica installata in tali siti.
- L’uso di un fornello a gas portatile è consentito durante il bivacco. È vietato qualsiasi altro dispositivo di combustione o fuoco all’aperto.
- Lo scarico delle acque reflue provenienti da stoviglie, servizi igienici o lavanderia deve avvenire a più di 50 metri da laghi, corsi d’acqua e zone umide.